QUALCUNO TRASFORMO’ UNA NUVOLA IN UN’OPERA D’ARTE
La copertina

Estratto dal libro, di Claudio Pisapia. “Da questa posizione riesco ad osservare che le mie emozioni prendono vita, si confondono con i colori e si immergono nella brezza primaverile. Si confondono tra le nuvole sopra le colline. Dense, concrete come in una pennellata di John Constable, positive come la voglia di vita che prende possesso dolcemente della mia anima, di nuovo accolta dal mio corpo.”Da questa posizione riesco ad osservare che le mie emozioni prendono vita, si confondono con i colori e si immergono nella brezza primaverile. Si confondono tra le nuvole sopra le colline. Dense, concrete come in una pennellata di John Constable, positive come la voglia di vita che prende possesso dolcemente della mia anima, di nuovo accolta dal mio corpo.”

“Wivenhoe Park, Essex” (1816) di John Constable.
Trama:
Andrea è il protagonista del libro, un uomo che avendo lavorato per tanti anni nel mondo della finanza ha imparato ad interpretare le dinamiche che muovono i mercati e che si intrecciano perfettamente con le vicende umane. I grafici che salgono e scendono sui monitor portano o tolgono ricchezza, costruiscono debito e lo fanno girare, indicano la durata e l’importanza delle tensioni internazionali. Andrea capisce che un crollo in borsa o una corsa al rialzo sono espressione dei sentimenti delle persone, sono i sentimenti che guidano ogni cosa, e allora decide di andare a fondo. Cosa crea quei sentimenti che sono alla base della vita che viviamo e in cui crediamo e cosa c’è di vero, di nuovo nella vita di ognuno di noi?
Forse nulla, le scelte che facciamo sono frutto di movimenti istintivi proprio come quelli che periodicamente fanno crollare le borse. E i nostri istinti non sono nostri ma provengono da secoli e millenni di auto indottrinamento, di schemi rituali trascritti in testi che hanno viaggiato nel tempo umano fino all’oggi. Accettiamo e ci nutriamo del passato tramandato attraverso genitori, scuola, libri e viviamo un tempo regolare e lineare per non perderci nei baratri della mente, in qualcosa che non comprendiamo e che ci spaventa. Persino gli uomini più potenti della Terra non possiedono il privilegio di creare increspature o deviazioni nel percorso che l’uomo si è assegnato.
E mentre esplora il tempo e lo spazio affronta temi etici e morali. Le grandi scoperte, il mondo grande che diventa sempre più piccolo e prevedibile. L’ipocrisia umana della guerra, delle contrapposizioni, del disinteresse per l’altro.
Nel racconto traspare il suo interesse per la grande letteratura russa, immagina di essere salvato dalla sua follia da Marta allo stesso modo della Margherita di Bulgakov, assapora il sogno di essere catapultato nel mondo dei suoi romanzi, anche se sa che la sua storia non avrà un lieto fine, nessun dio lo salverà.
E non tornerà indietro, perché ha voluto addentrarsi in una ricerca in cui la fantasia prende il sopravvento e il ritorno non è contemplato, la sua è un’anima morta come quelle descritte da Gogol.
Marta non è una protagonista della storia al pari di Andrea, è più un corollario positivo della sua inquietudine, l’ancora di salvezza che si offre ai naviganti. Inizialmente si era lasciata avvolgere dal mondo di Andrea, o forse questo era solo il desiderio recondito del suo uomo. Inconsciamente avrebbe voluto seguirlo, ascoltava il suo richiamo, ma contemporaneamente la sua lotta è per tornare alla vita.
Scelte diverse che definiscono il mondo in cui Marta e Andrea vivono, insieme a tutti noi.