L’AMERICA NON ABBANDONERA’ L’EUROPA
Trump ha solo attuato una modifica alla metodologia di comunicazione ma l’Europa resta quello che è diventata dalla fine della II Guerra Mondiale, una colonia, la più pregiata. La presidenza americana ritiene che non sia più necessario usare comunicazione edulcorata, l’Europa politica è alla frutta, può accettare qualsiasi umiliazione. Senza battere ciglio ha infatti accettato a più riprese di pagare più tasse (dazi), pur di continuare a far parte dell’Impero, e di accettare qualsiasi umiliazione verbale facendola passare per intemperanza dell’inquilino temporaneo della Casa Bianca. Convincendosi forse, e anche qui ne vediamo la miopia, che tutto sia appunto temporaneo e non strutturale.
L’invasione benefica dell’Alleato dell’Europa lascia in Europa circa 70.000 uomini in armi sparsi in una serie di basi USA permanenti che vanno dalle 4 inglesi alle 2 spagnole alle 7 italiane alle 9 tedesche e così via fino alle nuove nell’Europa dell’Est, segno evidente di un interesse che non vede soluzione di continuità.
Niente di strano, ogni impero ha la sua perla, l’India lo fu per l’Inghilterra dell’800. E il mare lo strumento di controllo delle province che oggi è monopolio inaccessibile a stelle e strisce. Ceduto sempre dall’Inghilterra agli inizi dell’ultimo conflitto mondiale, oggi gli USA ne controllano tutti gli accessi (leggi Stretti) anche a costo di minacciare guerre e ritorsioni (Panama) all’avvicinarsi di pericoli e acquisizioni da parte del competitor del prossimo futuro vicino, la Cina.
A questa è impedito a tutti i costi l’apertura all’Oceano Pacifico con il presidio dell’isola di Taiwan e la militarizzazione di tutta l’area del Mar Cinese sfruttando l’aiuto di altre province chiamate a suo tempo alleati, la Corea del Sud e il Giappone, a loro volta ospitanti basi permanenti post II WW, e poi Filippine e Australia. L’India fa parte del QUAD in funzione anti Cina, ma l’India è un discorso a parte in quanto non attua sanzioni alla Russia e ultimamente colloquia amabilmente con la Cina, tutti accomunati da un afflato anti occidentale. Occidente troppo convinto che le sue ragioni siano le sole a contare.
Trump non vuole abbandonare l’Europa, vuole solo ridefinire il linguaggio e la postura. E l’Europa ha accettato di essere palesemente clientes e non un alleato o un pari. Nei fatti. Anche se in pubblico e nelle comunicazioni interne i suoi leader ancora usano definirsi amici fraterni, usano dire che le decisioni sono concordate.
L’Europa ha deciso “autonomamente” di comprare dagli USA gas a prezzi più alti, comprare dagli USA armi da regalare all’Ucraina. Ha stabilito di aumentare fino all’impensabile 5% del PIL le spese in armamenti per avere una linea di demarcazione più efficace dalle risorse energetiche russe. Impegni di 750 miliardi in tre anni per idrocarburi e impegno a realizzare 600 miliardi di investimenti in terra americana. Il tutto “una libera scelta”, frutto di “negoziazioni” alla pari.
Quindi più guadagni provenienti dalla perla delle colonie (Europa), appalti per la difesa europea in nome degli interessi americani e disimpegno di risorse da dedicare all’Indo-Pacifico. Ovviamente anche in questo gli europei dovranno partecipare, lo hanno già dimostrato mandando navi e aerei in esercitazioni (anche l’Italia) senza senso per gli interessi della Difesa europea. Insomma l’impegno futuro dell’Europa è dedicarsi in maniera più “sfacciata” agli interessi americani. La distrazione e la giustificazione, negli ultimi tempi, lo spauracchio russo, per cui le popolazioni europee devono credere che ci stiamo armando per impedire ai russi di arrivare a Lisbona.
0 commenti