LA PROPAGANDA ISTITUZIONALIZZATA E INSEGNATA NEGLI ISTITUTI MILITARI
Limes intervista il generale Mannino, che di mestiere fa il Presidente del CASD, ovvero di quell’istituto che ha l’obiettivo di formare una dirigenza militare e civile altamente qualificata, in un contesto intergovernativo, inter-agenzia ed internazionale, consapevole dei cambiamenti, capace di sviluppare pensiero critico e predisposto ad apportare innovazione all’interno delle organizzazioni direttamente o indirettamente correlate alla Difesa e Sicurezza nazionale.
Mi hanno colpito alcune frasi che per incidenza nel mondo reale, nell’attimo in cui siamo immersi, ha un certo impatto su chi vorrebbe cercare di capire dove andremo a finire. E ascoltare i nostri dirigenti politici e militari, in particolare quelli che insegnano a coloro che dovranno decidere se sganciare o no qualche bomba, se trascinarci o no in qualche guerra in giro per il mondo, penso sia di una certa rilevanza.
In mezzo a tante parole spiccano, a mio parere “i continui attacchi missilistici e di droni contribuiscono a sfiancare la popolazione anche dal punto di vista psicologico, secondo
una logica di logoramento e di strategia del terrore tradizionalmente vicina alla dottrina russa.” Quindi, ci dice il generale, che a rendere dottrina corrente il terrore dall’aria è un’invenzione russa. Strano poi verificare che proprio l’Italia ha dato i natali a quest’idea con Giulio Dohuet a cui la nostra Aeronautica Militare ha voluto intitolare nel 2006 la Scuola Militare Aeronautica Giulio Douhet con sede a Firenze.
E che i bombardamenti a tappeto effettuati anche quando se ne poteva fare a meno sono stati attuati a piene mani da inglesi e americani durante la seconda guerra mondiale (ESEMPIO: Ricordato come uno dei peggiori episodi della fine della Seconda guerra mondiale, il bombardamento della città tedesca di Dresda, nota come la Firenze sull’Elba, condotto dall’aviazione alleata tra il 13 e il 14 febbraio 1945, causò la morte di almeno 20.000 persone. Un migliaio di aerei inglesi e statunitensi sorvolò Dresda, distruggendo completamente una città di nessun valor strategico) fino al lancio di due inutili testate nucleari sul Giappone già sconfitto. Il “potere aereo” che doveva manifestarsi attraverso il terrore infuso nella popolazione civile e nella sua leadership che si vedeva radere al suolo in poco tempo le sue città, ridotte a cumuli di macerie e morti. Fino ai bombardamenti di Gaza, per i quali, più o meno, il ministro Salvini ha detto che bisogna comprendere le ragioni degli israeliani.
Ma molti ricorderanno esempi a noi più vicini. La guerra in Iraq per detronizzare Saddam Hussein. Shock and Awe: L’attacco è iniziato con un bombardamento implacabile di Baghdad, che ha messo in mostra la schiacciante potenza aerea dell’esercito statunitense. Questa campagna “colpisci e terrorizza” mirava a paralizzare rapidamente le difese irachene e instillare paura nella leadership, provocando una rapida resa.
Incalza il generale “La nostra società, ma più in generale l’Unione Europea, è infatti ancorata a certi valori/princìpi quali distinzione, proporzionalità, necessità e umanità. In prospettiva futura, dunque, esiste il rischio di trovarci contrapposti a un nemico che a quei parametri semplicemente si disinteressa.“
Ora, rileggere quanto ho scritto prima smentisce ampiamente anche a quest’ultima affermazione sui valori occidentali, europei in particolare. Valori che affondano le loro radici in circa cinque secoli di colonialismo e brutalità, in cui abbiamo insegnato la crudeltà organizzata a livello statale al mondo, oggi insegniamo ai dirigenti militari del futuro che noi siamo quelli che stanno dalla parte giusta, i cattivi sono tutti oltre frontiera, vanno controllati, isolati e all’occorrenza combattuti e distrutti. Qualora ovviamente non si rendessero conto che noi abbiamo ragione e siamo i possessori della formula democratica per eccellenza.
Accenna anche al fatto che l’Ucraina sia diventata un laboratorio di armamenti, ma questo lo avevamo capito. Forse solo gli ucraini faticano a comprenderlo, altrimenti avrebbero smesso i combattimenti molto tempo fa.
Ma la conclusione la riserverei a questo che segue.
“Limes Quanto conta la propaganda?
MANNINO Molto. Già prima dell’annessione della Crimea nel 2014, la Russia aveva
iniziato una pervasiva e aggressiva campagna di disinformazione mirata a legittimare
le sue azioni. E ha fatto lo stesso con l’Ucraina, trovando il modo di sfidare anche
la narrazione dei paesi europei.”
Cioè i russi ci stanno conquistando con la loro propaganda. Noi europei brava gente abbiamo solo ignorato una guerra iniziata nel 2014 facendo finta che sia iniziata nel 2022, coprendo persino l’assassinio di nostri giornalisti che cercavano di raccontarla (esempio da wikipedia: L’omicidio di Andrea Rocchelli venne commesso il 24 maggio 2014 ad Andreevka, durante la guerra del Donbass nell’est dell’Ucraina. Rocchelli era un giornalista e fotoreporter freelance professionista, membro del collettivo di fotografi indipendenti Cesura. Nel 2020, il processo in Italia a carico del soldato ucraino Vitalij Markiv, con l’accusa di concorso in omicidio, si conclude con l’assoluzione di quest’ultimo per insufficienza di prove. Tale sentenza ha stabilito che Rocchelli fu ucciso da un colpo di mortaio sparato volontariamente da ignoti appartenenti all’esercito ucraino, mentre era impegnato in un reportage sul lato dei separatisti del Donbass).
Ci siamo raccontati, e ci abbiamo pure creduto, che le sanzioni avrebbero portato al collasso la Russia in pochi mesi, che i loro soldati combattevano con le zappe e i badili, che Putin stava morendo di cancro e di numerose altre malattie. L’abbiamo accusata di essersi bombardato da sola il Nord Stream e poi abbiamo ignorato il fatto che l’avevano fatto gli ucraini. Abbiamo magnificato le sanzioni che ci hanno danneggiato al punto da farci cadere in recessione, costringendoci a comprare gas e armi a prezzi triplicati.
Fino ai giorni nostri in cui si cerca disperatamente di trovare irresponsabilmente un casus belli, con la storia del GPS della Von Der Leyen, dei droni all’attacco della Polonia, gli sconfinamenti dei MIG. Abbiamo creato un blocco armato di paesi intorno ai suoi confini e come se non bastasse la deterrenza missilistica, esercitazioni militari e ogni sorta di armamenti, dalla Norvegia alla Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania fino alla Polonia si stanno costruendo migliaia di chilometri di muri fisici per separarci dal pericolo russo.
Tutto tranne che cercare il dialogo e la diplomazia, la sciata quest’ultima a personaggi improbabili come la Kallas.
Abbiamo paura che un paese con armi nucleari che però ha difficoltà a battere sul campo un paese tenuto in piedi dagli aiuti esteri possa decidere di invadere tutta l’Europa e marciare fino a Lisbona, sconfiggendo a quel punto necessariamente il paese più armato al mondo, gli Stati Uniti.
Insomma tutto si dice tranne il perché di questa follia. E’ stata la NATO a provocare questa guerra ed è la NATO che continua a tenerla in piedi e a prolungarla, che la propaganda europea è diventata una propaganda armata, che la dirigenza europea si tieni in piedi grazie allo spauracchio russo infuso a televisioni aperte 24 ore al giorno alla popolazione.
E che questa dirigenza europea non sa davvero dove ci sta portando. Che ci sono ragioni economiche particolari (nel senso atte a portare profitto a pochi, non certo agli Stati) dietro a tutto questo è fin troppo evidente, nessuno sano di mente comprerebbe armi a debito da un paese (USA) per regalarle ad un altro (Ucraina). Nessuno sano di mente rilancerebbe la giusta propaganda di un paese in guerra come realtà sul campo (Kiev dice… Kiev dichiara … Kiev afferma …), arrivando persino a negare il ruolo avuto dalla Russia nella sconfitta del nazi fascismo e addirittura oggi paragonandoli ai … nazisti. Nessuna classe dirigente di un Paese normale sacrificherebbe sanità e welfare per inseguire e investire in interessi palesemente non suoi e di nessun ritorno per i suoi cittadini, mettendoli anzi a rischio di distruggere quanto costruito in oltre 70 anni di storia recente (del perché abbiamo avuto la pace in Europa per così lungo tempo non dovrebbe essere più un mistero).
La potenza decide, i politici seguono, i militari si adeguano.
0 commenti