SQUILIBRI (BILANCIA DEI PAGAMENTI)
Il mondo geografico è composto di tanti Paesi che producono merci, servizi, capitali, debiti, ecc.. I Paesi fanno “cose”, vedono gente, chi più, chi meno. Vendono le cose che producono e comprano cose che non producono o che gli mancano dagli altri. Diciamo che la cosa potrebbe funzionare bene se i paesi vendessero il loro surplus di produzione, cioè le “cose” in eccesso rispetto ai propri bisogni. Quanto prodotto ha saturato la domanda interna, quindi vendono all’estero. Nella realtà i paesi vendono per accumulare posizioni di favore sui mercati internazionali a spese dei loro stessi lavoratori. Infatti costoro, nei paesi esportatori, sono costretti a stipendi sicuramente più bassi per permettere l’esportazione, cioè per tenere bassa la domanda interna e i prezzi dei beni da inviare all’estero.
Siamo tutti d’accordo che c’è differenza tra il lavoratore Stellantis e il Dott. Elkann, in termini finanziari intendo. Ciò che è bene per l’uno magari non coincide con il bene dell’altro, anche se fa comodo confondere le acque (tipo: siamo tutti sulla stessa barca).
L’equilibrio che si è data l’Unione europea e a cui noi siamo costretti è che il progresso è competitività, concorrenza e surplus commerciali. Tutte cose che non fanno bene ai lavoratori, ma non a tutti importa.
In Europa è la Germania che da sola fa più della metà del surplus, ovvero 197 sui 365 miliardi totali accumulati dalla UE. Poi fa grandi surplus anche la Cina, 310 mld nel 2025. Se qualcuno vende, altri devono comprare e i più grandi compratori e consumatori di tutti sono gli Stati Uniti, circa 1.100 mld nel 2025

Anche in Gran Bretagna sono messi così, cioè in perenne deficit (in termini assoluti molto lontani dagli USA)

La situazione mostra che chi vuole governare, o governa, il mondo (o chi era abituato a governarlo) deve comprare. Anche avvantaggiandosi con il “privilegio esorbitante” di avere una moneta internazionale (oggi gli USA ieri UK).
I surplus europei e cinesi sono assorbiti per lo più dagli USA, basta fare la somma visto che negli scambi internazionali la somma dei deficit equivale necessariamente alla somma dei surplus.
Gli USA oggi stanno provando a rientrare dal deficit, i cinesi provano a diminuire il surplus (ma senza troppa convinzione), l’Europa non sa che pesci prendere (tanto per cambiare non ha ancora una sua posizione chiara). Perchè gli altri due si stanno muovendo? Perchè gli squilibri commerciali solitamente creano grossi problemi e nella storia è andata bene solo dopo la seconda guerra mondiale. All’epoca il surplus commerciale (questa volta) americano è stato utilizzato dagli europei e dal Giappone per comprare cose che servivano ad investire nella ricostruzione, soldi che diventavano quello che serviva a tutti. In altri periodi non è finita bene.
Se i paesi in deficit comprano per bisogno e investono e crescono, possono poi bilanciare restituendo e cominciando poi a vendere a loro volta. Se la Cina e l’Europa (Germania) non decidono di reinvestire internamente (aumento domanda interna = aumento stipendi, diminuzione tasse, ecc.) o esternamente il surplus commerciale, potrebbero indurre gli Stati Uniti a diminuire o smettere di acquistare cercando di riequilibrare il loro mercato interno con dazi e protezionismo (Trump oggi?), inflazione e svalutazione. Qualcosa che pagherebbero soprattutto gli europei.
Insomma, tra i vari problemi che avremo in futuro potrebbe essercene uno finanziario con conseguenze non di poco conto. L’Europa potrebbe entrare in un difficile confronto con gli Stati Uniti oppure in una inutile guerra commerciale con la Cina (lottare a chi vende di più… a quel punto a chi?), sacrificando sempre di più il mercato interno (stipendi, capacità di spesa, ristrettezze di bilancio a danno cittadini per aumentare l’export).
In un mondo pacifico e intelligente Europa e Cina potrebbero decidersi a distribuire meglio la ricchezza accumulata o che riescono a produrre, lasciare che gli USA compensino il loro deficit senza aumentare le tensioni, livello dei dazi e di minacce verbali o materiali.
In fondo noi europei saremmo sempre sudditi dell’Impero americano, solo con più intelligenza. I cinesi potrebbero dedicarsi al loro mercato interno e ai cinesi, cosa di cui hanno sicuramente bisogno.
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